あぢさゐやきのふの手紙はや古ぶ
ajisai ya kinō no tegami haya furubu
ortensie –
la lettera di ieri
è già invecchiata
雪はげし夫の手のほか知らず死ぬ
yuki hageshi tsuma no te no hoka shirazu shinu
neve fitta –
morirò avendo conosciuto solo
le mani di mio marito
蝶蜂の如雪渓に死なばと思ふ
chō hachi no goto sekkei ni shinaba to omou
come la farfalla e la vespa
anch’io sogno di morire
nelle valli innevate
水鳥の沼が曇りて吾くもる
mizutori no numa ga kumorite ware kumoru
lo stagno con gli uccelli
si rannuvola
e così io, mi rannuvolo
蜥蜴食ひねんごろに猫身を舐める
tokage kui neko nengoro ni mi o nameru
mangiata la lucertola
con quanta familiarità il gatto
si lecca il corpo!
Da: Takako Hashimoto zen kushū, Kadokawa, 2018
Hashimoto Takako (1899-1963), è stata una poetessa giapponese originaria di Tokyo. Nota come una delle “Quattro T” del mondo dello haiku, insieme a Nakamura Teijo (1900-1988), Hoshino Tatsuko (1903-1984) e Mitsuhashi Takajo (1899-1972), studiò dapprima sotto la guida di Sugita Hisajo (1890-1946) e, successivamente, con Yamaguchi Seishi (1901-1994). Suoi scritti vennero pubblicati con una certa regolarità all’interno delle riviste Hototogisu ホトトギス e Ashibi 馬酔木, portandola in seguito alla direzione della rivista Shichiyō 七曜.
Nel 1941 diede alle stampe la sua prima raccolta poetica, intitolata Umitsubame 海燕 (‘Uccello delle tempeste’). Altri suoi lavori comprendono: Shinano 信濃 del 1946, Kōshi 紅絲 (‘Il filo rosso’) del 1951, Umihiko 海彦 (‘Il ragazzo del mare’) del 1957 e Myōjū 命終 (‘La fine della vita’) del 1965.